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STORIA RECENTE

L'agricoltura italiana si pratica su dodici milioni di ettari che necessitano di coltivazione intensa. Questi dodici milioni di ettari costituiscono il 40% della superficie territoriale del nostro Paese. I migliori di essi sono stati creati dalla bonifica.

E' da questa funzione che traggono ragione d'essere i Consorzi di Bonifica, perchè sono lo strumento per mantenere in efficienza i migliori terreni d'Italia. Da ciò deriva una fondamentale affermazione: quella della funzione perenne e continua della bonifica per la manutenzione e l'esercizio delle opere sul territorio.

I consorzi di bonifica possono essere considerati l'attuazione della politica di decentramento dello Stato alla Regione, previsto dagli articoli 117 - 118 della Costituzione. Essi - enti pubblici economici - hanno come fine la conservazione, la difesa del suolo, l'utilizzazione e la tutela delle risorse idriche e la salvaguardia dell'ambiente.

Le attività dei consorzi di bonifica del Lazio sono regolate dal R.D. dl 13 febbraio 1933 n. 215, dalle leggi regionali del 21 gennaio 1984 n. 4, del 7 ottobre 1994 n. 50, nonché dall’art.862 cc.; operano nel rispetto delle leggi statali e regionali ivi comprese la legge regionale 11 dicembre 1998 n. 53 in applicazione della legge 183/1989 sulla difesa dl suolo e la legge 36/1994 sulla gestione delle acque. Nati per realizzare il risanamento delle zone paludose, i consorzi di bonifica hanno nel tempo modificato profondamente il loro ruolo. Alla fase di risanamento dei terreni delle paludi si sono sostituite, dapprima, la fase della sistemazione idraulica, successivamente la fase riguardante la valorizzazione economica de territori, ed infine, la fase ambientale consistente in tutte le attività finalizzate alla conservazione, alla difesa e alla valorizzazione del suolo, alla corretta utilizzazione delle acque ed alla tutela delle risorse idriche ed alla salvaguardia dell’ambiente. Attività queste ultime che non possono essere ricondotte negli angusti limiti d’interesse esclusivamente “agricolo”, ma che assumono una precisa valenza per la collettività intera. Infatti l’insediamento e l’espansione urbana hanno alterato il risultato sul quale la bonifica era stata realizzata. All’inizio, si trattava di allontanare dai campi le acque in eccesso, oggi si tratta di fronteggiare, con quella stessa rete idraulica, le esigenze di un territorio che presenta un utilizzo ben diverso rispetto a quello iniziale.

Basti pensare alle vaste superfici occupare dall’uomo: edifici, strade, aeroporti, piazzali industriali che, in alcuni casi, annullano la capacità di assorbimento del terreno delle acque meteoriche.

Le opere di bonifica, pertanto, sono indispensabili per realizzare e mantenere in efficienza un assetto territoriale idraulicamente sicuro. I canali, i collettori naturali e gli impianti hanno il compito di raccogliere, allontanare, scaricare velocemente le acque piovane, nonché quelle di rifiuto, provenienti da insediamenti civili e produttivi, rendendo così agli immobili ricadenti nel comprensorio consortile, un servizio diverso da quello di fognatura e depurazione, cioè un servizio idraulico.

E’ quindi un servizio idraulico prefigurato alla tutela ed alla salvaguardia dei territori agricoli e degli insediamenti urbani.

Il Consorzio di Bonifica Tevere e Agro Romano, in particolare, deriva dalla fusione dei Consorzi di Bonifica dell’Agro Romano, di Ostia e Maccarese e della Media Valle del Tevere, e gestisce una superficie totale di circa 500.000 ettari. Il comprensorio ricade nei territori delle Province di Roma, Viterbo, Rieti e Frosinone e comprende 137 comuni. E’ esclusa l’area metropolitana di Roma. Nel corso del 1998 e negli anni successivi, inoltre il Consorzio ha provveduto ad escludere dal perimetro contribuente alcune aree urbanizzate di Ostia e Fiumicino, nonché di Ladispoli – Marina di San Nicola, di Tolfa, Cerveteri – Ceri e Sasso ecc.

Il Consorzio attuale è amministrato dal Consiglio di Amministrazione che attraverso una struttura di circa ottanta collaboratori specializzati, affronta quotidianamente i problemi del territorio curando un notevole complesso di opere di bonifica idraulica costituite da 600 km di canali artificiali, 672 km di corsi d’acqua naturali le cui aste principali hanno i punti di recapito nei fiumi Tevere ed Aniene, ovvero nel Mar Tirreno, 14 impianti idrovori con complessive 57 pompe per una portata complessiva di 62.637 litri al secondo ed una potenza totale di 4.182 kw, 17 impianti irrigui che coprono una superficie irrigabile di 16.014 ettari dei quali 8.720 con canalizzazioni a cielo aperto e 7.294 con canalizzazioni tubate per una potenza complessiva di 3.162 Hp, oltre due acquedotti in località Ostia e in località Maccarese

 

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